Breve nota biofica

       

Michele Privileggi nasce a Parenzo, nella bella penisola Istriana il 12 aprile del 44 ma dopo alcune burrascose vicende, nel 1947, la famiglia costretta all’esilio si rifugia a Torino.  Adolescente curioso, inizia a suonare, disegnare e dipingere; nel 1960, frequenta corsi artistici e dopo la maturità, con i consigli del maestro Guido de Bonis e Ponte Corvo, scopre  la scultura, che diventerà subito la sua passione dominante.

Vive a Leinì (Torino) nella sua casa studio, dove per soddisfare la sua innata curiosità, suona, disegna, modella, scolpisce legni pietre e metalli , sperimentando le più disparate tecniche. Ha realizzato opere originali ed eclettiche, monumenti, sculture arredo, vetrate,fantasticando con il legno, la pietra, il bronzo ed altri materiali,  compresa la satira e la pellicola... nel telefilm " Viaggio di nozze ", girato nel suo studio per la Televisione Svizzera. con la regia di Raffaele Meloni. Ha insegnato all' UNI 3 di Leinì (Torino) alcuni elementi della scultura, e la tecnica dell'incisione.. Dal 1978 ha installato circa 15  monumenti, murales e presentato le sue opere in più di cento mostre collettive e   personali.

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Commenti di Gigi Ramazzo

Michele Privileggi…va scoperto così, senza la pretesa di arrivare subito vicini alle sue idee, di capirne troppo presto i colori, di leggerne la storia, e identificarne la parabola di artista…

“ Il Suo gesto creativo ", è un gesto da scrivere senza penna, un viaggio da compiere senza scarpe, conoscendo una sola parola di quel verso e di quel viaggio solo un passo”….

Rumore, odore, calore,   “questo è quello che  manca  in ciò che produco”,  all’artista è consentito dar vita ad una sola forma espressiva, è condannato alla parzialità, in fondo, all'incomprensione, forse per questo

Privileggi è sempre in viaggio , e anche quando non si muove per mesi dalla sua casa-pinacoteca,  camminando con Lui tra le opere avverti la sofferenza che l'immobilità di queste gli procura....“Il problema è la fissicità della materia” …vorrei che i quadri ,i disegni, le sculture, i pensieri abbandonando le forme in cui li ha costretti il destino, seguissero il mio eterno vagabondaggio espressivo mutando nel tempo e nello spazio.

…I temi, la natura, nel suo significato escatologico, il corpo nudo di una donna, l'erotismo puro dell'infanzia, lo scempio compiuto dal tempo sui corpi, la tensione emotiva della creazione e della morte, la sete della conoscenza tattile di ogni ansa della spazio e del tempo guidano le mani di Privileggi sui raccordi morbidi e sensuali della sua ispirazione;

le Sue opere sembrano disegnate dal ritmo infinito di un'onda  che consuma, trasforma, si infrange sul pensiero… quasi alla ricerca di un amore fisico, di penetrazione,  erotismo, trovando nel gesto artistico estasi effimere… eppure, l’ispirazione non è creazione ricorrente, ma l'evolversi di una sola idea in continuo divenire....

Così è difficile chiedere a Michele di raccontarci il percorso della Sua vita artistica: i suoi temi sono sempre nuovi… eppure tutti collegati saldamente da un filo invisibile : i nudi sensuali, le ali come vele, le antiche divinità…e tutto il Suo mondo,  sono tesi sulla carta, sul legno, sulla tela, fusi in un infinito sublime bisogno d'amore… pronti a  solcare uniti  un'incredibile, forse irresponsabile dimensione cosmica dell'uomo Privileggi,  espressione di una stessa estasi artistica..............                

                                           

                                                  Gigi Rampazzo   1993

 

Monte Freidour ... Non un monumento…

 

             Michele Privileggi ha un rapporto con l'arte assolutamente naturale, privo di ogni infrastruttura mentale, così da rendere facile il parlare delle sue creature.

Chi conosce la sua storia artistica lo sa; i pensieri, il cammino culturale, i processi mentali che lo portano al gesto creativo sono ossessivamente uguali da sempre, e in questa ossessione nascono formule espressive sempre nuove, imprevedibilmente diverse.

Così in poche parole, in un nostro breve incontro, con disastrosa efficacia, Privileggi  mi ha narrato i fatti, ha manifestato le sue emozioni, ha descritto la gente, ha in un certo senso definito l'habitat dove la sua opera andrà a vivere.

Così è venuta a definirsi l'idea guida della rievocazione, la voglia di creare qualcosa di immediatamente, concretamente comprensibile, un messaggio limpido, sterilizzato da inutili circonvoluzioni cerebrali, e ancora una volta il messaggio di Ali Come Vele è riemerso in tutta la sua insostituibile forza espressiva.

Perché le ali del velivolo e quelle del nostro pensiero, le anime degli eroi e il loro gesto, il nostro ricordo e questa lapide diventano vele verso la speranza che esistano ancora uomini e ideali su cui contare, solidarietà in cui credere.

Quindi non un monumento ai caduti, non una pietra tombale incisa di tempi remoti, ma un volo verso l'azzurro di un ideale più alto, su cui leggere parole e tempi futuri, perché il volo, dopo lo schianto sulla roccia, possa continuare dentro di noi, e consegnarci idealmente il testimone del gesto eroico di quella notte.

 

      

                             Gigi Rampazzo   1994

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Recensione di Massimo Centini

 

Il legno si unisce al metallo, il colore gioca con la forma e il tutto inizia la sua magia che sa di echi primigeni dove l'artista sciamano evoca un altro sogno, un altro presagio, un altro riverbero Michele Privileggi si identifica in questa misteriosa figura spesso mi pare di intravederlo mentre contende al fuoco una parte della materia vibrante di ricordi deposti atavicamente nella memoria collettiva di un clan di cui tutti siamo un poco figli Il suo lavoro di artista acquista consistenza in una situazione del genere , dove la luce e il suo riflesso tracciano la linea di demarcazione tra l'universo delle conoscenze pi razionali e il mondo di cui sono deposti i giochi poetici dello spirito creativo, svincolato da ogni condizionamento dogmatico Infatti in Privileggi ho avuto modo di scorgere una libertà  dialettica e formale diversa da quella che, sulla base di una fissità romantica, diventata uno stereotipo tipico dell'artista In questo abile alchimista dell'estremizzazione del gesto, rintracciamo un vigore dove l'immaginazione e le necessarie basi del formalismo si amalgamano in un percorso sempre staccato da ridondanze figurative, Le soluzioni semantiche raggiunte, pur risultando rigidamente ancorate alla realtà sono strutturate in modo tale da favorire una lettura parallela, che offre una serie di chiavi interpretative accessibili in modo diverso da un'ampia fascia di fruitori- Privileggi pittore e scultore, basa quindi la propria poetica su una struttura linguistica molto articolata, che pone continuamente una tensione fortissima tra l'opera e il pubblico, una tensione incredibilmente stimolante, svincolata da sterili ancoraggi formali, Tutta la ricerca si avvale di questa continua intenzione didascalica, sempre in continua evoluzione, al fine di raggiungere una matura limpidezza dialettica, dove significante e significato si concretizzino in un segno chiaro, privo di contrasti anomali. La matura autocritica che caratterizza costantemente il lavoro dell'artista, la rintracciamo in molte delle sue lettere e negli appunti di poetica raccolti in questi anni, Negli scritti traspare infatti un desiderio quasi costante di andare oltre l'apparenza dell'opera in se, per giungere ad un'illuminata penetrazione dell'epidermide de delle cose, fino alla materia viva e pulsante in cui  depositata l'origine della forza creatrice,

E' emblematico questo passo di un testo che Privileggi scrisse in occasioni di una mostra delle sue sculture in movimento : "le mie opere non vogliono solo tra smettere messaggi, vogliono far ricordare che il mondo e una cosa da scoprire, da decifrare, da osservare o anche solamente da guardare (...) bisogna evitare che il senso unico si imponga (...) ribellarsi al meccanismo istintivo con cui siamo portati a collegare gli eventi (o le cose) secondo verosomiglianza". Infatti la ricerca di una risonanza con il nostro quotidiano  un'operazione in realtà troppo banale, che non deve accompagnare una matura lettura delle opere di Privileggi E' troppo facile cercare nei gabbiani di legno avvolti dalla struttura metallica che ne armonizza le forme e ne impone il movimento, una semplice rifigurazione del reale in quegli esseri, dove la massa sfuma nello spazio e si ripercuote costantemente come una voce persa e poi ritrovata nei canaloni di una montagna a tratti incantata, ci siamo noi, c è il nostro spirito, il nostro ego forse, c'è la vita che rincorre sogni e speranze, qualche spettro Una prospettiva possibile -" Scopriamo cosi che Michele ha in se il dono di suscitare emozioni autentiche, senza alterare mai l'importante rapporto osservatore-opera, l'artista costruisce il suo linguaggio sulla base in un progetto iniziale che comunque si avvale di una teorizzazione molto concreta, anche quando l’opera dimostra di possedere ancora una sua aderenza con schematismi accademici… la storia si ripete ogni volta nella massa che prende forma o nei colori deposti sulla tela, come in un racconto dotato di una propria struttura trainante, l'opera si fa cassa di risonanza quando occorre, ma può anche restare un pensiero sottile, appena percepibile, una vibrazione fatta di sensazioni…

Dalle prime ricerche dove il segno scava il colore e ne dimensiona le geometrie partorite dall'amplesso con Io spazio, il bisogno di trovarle un mondo nuovo dove porre i versi di una poesia adagiata nel profondo, ha sempre affascinato e tormentato Privileggi, Alla continua ricerca di un altro Egitto, non solo nell'arte, questo sensibile operatore ha continuamente ricercato delle occasioni nuove da cui trarre degli stimolanti spunti da riversare, in seguito la necessità del viaggio, della scoperta, del costante incontro-scontro con nuove culture, con opposti universi Paesi dove anche il sogno ha sfumature lontane dalla realtà occidentale, terre dominate da tradizioni lontane frutto di un'origine in cui ci pare impossibile ritrovare un'impronta solo umana Il viaggio si fa messaggio, il seguire piste antiche diventa un probabile punto di riferimento per nuove evoluzioni nella poesia, il movimento diventa così linguaggio e si trasforma in canto ininterrotto .Quel movimento che Privileggi ha sintetizzato e in parte astratizzato in una sua lettera scritta Io scorso anno: "... noi vediamo una cosa, un movimento, perché ci aspettiamo di vederlo, in base alle nostre esperienze. L'archivio del nostro cervello e cosi perfetto che ci permette di rilevare altre cose, dei movimenti, anche quando i nostri occhi non li rivelano..." La riflessione ci offre l'opportunità, ancora una volta, di comprendere come l'artista voglia andare a cogliere l'entità delle cose al di la del loro essere, per riuscire cosi a costruire una solida teorizzazione che possa diventare un importante momento per supportare l'indagine "sul territorio" dove ogni giorno Privileggi si trova a misurarsi con i materiali, Il ricorrersi di forme innegabilmente  evidente nelle sculture (qui il "tema" del movimento appare pi- che mai protagonista) ma Io rintracciamo anche nella pittura, poiché  proprio nella tela che il sovrapporsi dei soggetti in un vortice prospettico capace di inventare le proprie linee di fuga, ripropone al fruitore tutta la robustezza del progetto dinamico posto alla base dello studio iconografico. Indubbiamente non è cosa facile penetrare con la razionalità dell'artista; nel caso di Privileggi il compito si fa ancora più arduo, poiché mentre la lama scende e taglia i vari strati del messaggio, scaturiscono emozioni e sentimenti che ci fanno perdere di vista la fredda analisi posta come obiettivo principale, E allora anche una traccia appena adagiata nello spazio  diventa un sogno nuovo, un'ulteriore opportunità per inventare un'altra realtà Privileggi infatti non rifiuta il sogno, pur  senza farne una linea poetica, si avvale di questo portatore di messaggi profondi per andare a stimolare i sentimenti più nascosti dell'osservatore, Le sue ultime tele sono una chiara conferma di come l'artista sia riuscito a costruire, sulla base della comunicazione onorica una lettura riflessa carica anche di travolgente drammaticità. Il senso del poetico che ne scaturisce  appunto orientato in modo tale da stabilire sempre un rapporto dinamico, privo di apporti speculari e impostato su una significanza in più occasioni rivalutata da una personale interpretazione molto vicina, e anche condizionata, dalle vicissitudini degli altri uomini, Esperienza e speranza si uniscono continuamente in un'ipotesi fatta di violenti contrasti, di continue infuocate rigenerazioni che lanciano sempre l'osservatore verso una più limpida visione del macrocosmo dove il Bene e il Male si contendono il nostro pianto e il nostro riso. Dopo questo viaggio, in qualche modo il lavoro di Privileggi  riuscito per un momento a purificarmi, mi ha donato ancora un altro incanto da inseguire e il gioco allora continua, mentre altri suoni scaturiscono dall'officina poetica: l'armonia ci pervade quando il vigore dello scultore forgia un nuovo movimento irrefrenabile che poi comincerà a risplendere invocando un'istanza nuova, una via posta tra la realtà e la fantasia, tra il nostro mondo e Io spazio ribelle dove trionfa la libertà

 

                                                   Massimo Centini  1988

  

Commenti di Mistrangelo

Forme nello spazio                                                      

 

 La scultura rappresenta per Michele Privileggi un mezzo per dare vita a una forma, a un librarsi di ali nell'atmosfera, a un ruotare di cerchi metallici che tracciano nel vuoto un numero infinito di linee che generano suggestione di sfere astratte. Attento alla lezione simbolico-surreale di Guido de Bonis, Privileggi, che ha perfezionato la sua tecnica di disegno e  incisione nella Galleria "Studio Laboratorio" Torino, ha realizzato una serie di plastiche composizioni imperniate su un'mmagine "modulo", che assume forme diverse e diversamente interpretabili: ora aprendosi in uno slancio ascensionale ed ora contraendosi in una sorta di moto in potenza.

In questo riannodare i simboli della realtà contingente, in questo volo solitario, in questo movimento di "lottatori” e di "ali trafitte"  si nota il senso di una ricerca dalle aeree cadenze e si avverte "Nel buio della notte lo stridere degli aironi  in volo ".

Nei versi del poeta giapponese Matsuo Basho si ravvisa una affinità di sensazioni, di sottili emozioni, di modelli espressivi in cui l'immagine elaborata appare trattenuta entro i limiti del cerchio, ma contemporaneamente ruota assumendo posizioni diverse nello spazio, animandolo.

Invitato alla Biennale d'Arte Sacra a Palazzo Vittone di Pinerolo,  Privileggi propone  "forme nello spazio ". In ogni caso per questo scultore, il materiale costituisce un medium essenziale: il legno, la pietra, il ferro, segnano profili di uccelli nella luce, di gabbiani alti sulle onde, di ali dispiegate come vele e aquiloni e bandiere nel vento.

Una scultura, quindi, che tende a una interpretazione dei sogni  dell'uomo, al loro essere momento e ricordo di giorni trascorsi. E in questa dimensione si chiariscono i segni di un discorso che appartiene alle inquietudini della nostra esistenza.

 

                                    Angelo Mistrangelo   1986

 

 Commenti di Ernesto Bodini

Incontri

       …. In questa occasione l'autore presenta una serie di nudi in acrilico e china su carta. Il tema conduttore è orientato sull'erotismo che, di fatto vuole rappresentare una sorta di sublimazioni erotiche il cui livello di sensazioni trasforma certi istinti inferiori in sentimenti superiori: il pensiero unito alla tecnica.

 Il disegno dell'intera figura o dei particolari di essa, infatti, si presenta scattante e sicuro, senza particolari ripensamenti e ben si addice al pensiero dell'artista, prodotto - almeno in arte - da quella percezione o rappresentazione dell'immensità, sia nel tempo che nello spazio immaginativo e quindi, dalla potenza fisica e morale.

l suoi nudi campeggiano entro i bianchi fogli nelle loro rotondità o tratti spigolati ed ogni forma gestuale che va oltre alla semplice immaginazione discorsiva, si traduce in un'emozione che non tradisce il riferimento all'umano desiderio di ciascun essere: dall'amore puramente fisico a  quello più strettamente poetico e sentimentale. Forme studiate e soprattutto espresse nei loro reali valori, se non fondamentali, certamente naturali nel loro ampio significato. Una pittura ed un modo di disegnare, quello di  Privileggi, particolarmente "sottile" e per certi versi allusivo, ma artisticamente composto in cui la nudità dei nudi rappresenta uno dei molteplici contributi all'arte figurativa ed espressionista e ciò, nel rispetto di un certo rigore morale che rinneghi ogni assurdo intendimento.

                          

               Ernesto Bodini 1989

     " incontri"  Galleria Studio Laboratorio (Torino 1989)  

 

 

Rivista - 76 tetto & pareti in legno - giugno 2007

Quando la scultura diventa poesia

 

Michele Privileggi,

Un artista eclettico che riesce, tra sogno e fantasia, a far vibrare il legno esaltandone la bellezza con forme geometriche originali

“L’uomo di legno ha lasciato il mare e ha confuso le impront con quelle della risacca. Ha voltato le spalle agli ultimi raggi di sole alle nuvole dorate alle grida dei gabbiani all’argento vivo delle onde alla carezza del vento al sapore salmastro dell’aria. Ha lasciato a bordo il mondo vissuto

l’avventura della vita l’eccitazione della tempesta il turbamento dell’amore il primo colore delle aurore la serenità dei tramonti. L’uomo di legno ha lasciato il mare per la brughiera nel grigiore della bruma nel silenzio dei pensieri nebbia nella nebbia”.

I versi di Paolo Carbonaio, poeta e scrittore contemporaneo, riflettono come uno specchio l’immagine di Michele Privileggi, artista eclettico, fuori dagli schemi, anima in costante fermento, viaggiatore solitario, che spezza con le sue opere i confini della realtà. Nel corso della sua vita artistica sogno e fantasia diventano la chiave di lettura per interpretare la natura umana e i suoi misteri. Esule istriano, nato a Parenzo nell’aprile del ‘44 (la famiglia è costretta a fuggire nel 1947 dopo l’occupazione jugoslava di Istria e Dalmazia

e si rifugia a Carignano - TO), non ha mai smesso di prodigarsi affinché il ricordo dei tanti italiani che hanno trovato la morte nelle foibe carsiche(1) non venisse disperso. Fin dall’adolescenza suona la chitarra, disegna e dipinge. Nel 1960 frequenta corsi artistici e dopo la maturità scopre la scultura che diventerà la sua passione dominante.

Legno, pietra, metalli sono per lui “materia viva” da plasmare nelle più svariate tecniche. La sua creatività non conosce limiti e la sua produzione passa da altari in legno e cristallo ad opere monumentali in acciaio (dedicati a Bersaglieri e Alpini), monumento in bronzo e pietra (dedicato agli “istriani ovunque sepolti nel mondo”

che si trova nel cimitero di Torino), sculture arredo per interni, vetrate dipinte, portoni scolpiti ad intarsio, composizioni pittoriche con assemblaggio di diversi materiali lignei. Animo solare, generoso e Alcune opere dell’artista che oggi vive a Leinì (TO), presente nel 2006 anche all’edizione della fiera DOMUSLEGNO, che si è tenuta a Rimini, annovera dal 1978 più di cento mostre collettive e personali (www.privileggi.it) schietto come solo chi ama e rispetta la vita sa esserlo, non manca nelle sue opere scultoree di sensualità. Il corpo femminile, grazie alle venature naturali del legno si tinge di caldi colori e le forme prendono vita in un “abbraccio”che ne esalta la passione lasciando all’osservatore attento, che “guarda” la scultura prima col cuore poi con la mente, la “libertà” di interpretare l’opera secondo le proprie emozioni. Generoso nel trasmettere la sua esperienza, ha

tenuto lezioni all’Università della terza età insegnando come manipolare la creta e la tecnica dell’acquaforte; una delle tante occasioni di volontariato, oltre alle donazioni, mirate non solo ai giovani, che si integra con la collaborazione con la Pro Loco.

Laura Stradaroli

[ laura@cazorziedizioni.it ]

tetto & pareti in legno - giugno 2007

 

 

 

                     Commento di Piero Pollino    

                                          OMAGGIO A  GARCIA LORCA                           

 

          Non passa giorno che  i quotidiani di informazione diano notizia di avvenimenti culturali ; anche le associazioni sportive subiscono il fascino di questa tendenza e scendono a proporre a loro volta manifestazioni squisitamente culturali. E' il caso della "Canottieri Esperia" che martedì dieci febbraio 1987, ha  offerto ai propri soci e ad un fitto gruppo di ospiti una deliziosa serata dedicata ad una del le maggiori figure della poesia spagnola ad europea del Novecento, Federico Garcia Lorca.

  Ad onor del vero. i  promotori dell'avvenimento sono stati alcuni amanti del teatro, e a far da cornice alla vasta sala primeggiava la scultura basso rilievo ligneo mt. 4x2 dell’ artista Michele Privileggi, eseguita in onore del poeta spagnolo. Collocata sulla parete di fondo, l'opera dello scultore era sicuramente l'attrazione principale della serata, sia per le dimensioni , che per il profondo significato. Il bassorilievo diviso in sei tasselli, vuole rappresentare in chiave simbolica la vita del poeta. Infatti gli elementi più caratteristici l'arena, il toro, le spade, l'orologio che segna le "cinque della sera" ora del l'assassinio del poeta, sono resi con vivezza e maestria. La scultura  grazie  ad alcuni inserimenti metallici e ad una patina di anilina colorata distribuita nei punti più salienti assume un aspetto gradevole mettendo astutamente in risalto le figure che sembrano così smaterializzarsi sotto l'impulso dell'artista. Priuvileggi non è insolito a meravigliarci con le sue opere, basti ricordare l'esecuzione del "Cristo Re dell'Universo" splendido Altare della  cappella di San Martino di Cantalupa (To) e le molteplici mostre in Italia e Francia.  Interpellato circa le motivazioni che Io hanno indotto a creare la felice opera antologica, l'autore spiega che, a parte la sua  ammirazione per il poeta andaluso, l'ispirazione gli è venuta in un ritrovo notturno di Madrid,   ascoltando  da un improvvisato "Trobador",  le liriche Lorchiane.

All' apertura della serata il noto attore Carlo Enrici presentò la splendida litografia di Privileggi “omaggio a Garcia Lorca” in tiratura limitata di 100 copie, a ricordo della serata.

Dopo una sommaria blografia di Garcia Lorca, cui seguj la dizione del celebre : "Lianto por ignacio Sanchez Mejias" dalla voce di Enrico Longo Doria, anch'egli emerito attore RAI e di cinema, accompagnato dalla chitarra del maestro Luciano Leone

 Il pittore surrealista Guido de Bonis, a conclusione della serata, ha presentato ai convenuti, con rigore professionale, l'originale basso rilievo dello scultore Michele Privileggi

 

                                                 Piero Pollino 

Torino 10 febbraio 1987

               

                        

 

 

Erano rimaste soltanto alcune lamiere contorte…Monte Freidour

 

In quell’ottobre avevo iniziato la prima elementare, l'atmosfera era pesante:

la guerra si trascinava ormai da quattro anni e, con la costituzione della Repubblica di Salò investiva direttamente le nostre valli. Contro la fame ed il freddo nei nostri paesi ci si difendeva, contro i rastrellamenti e le violenze, era molto più difficile. Molti giovani militari delle nostre valli  erano  prigionieri in Germania, tanti erano renitenti all leva della Repubblica di Salò e vivevano braccati, alcuni avevano fatto la scelta della Resistenza.

I rastrellamenti erano continui, le stragi di Cumiana e della Valsangone della primavera 1944 avevano dimostrato tutta la ferocia dei nostri nemici. La Resistenza era provata, mancava di mezzi ed anche di uomini. Gli alleati tentarono di venirle in aiuto in quella notte del 13 ottobre 1944… Il tempo era  pessimo. nubi nere e basse avvolgevano le nostre montagne, diluviava. Il grande aereo alleato si presentò in zona verso le 20,30 per effettuare l'atteso lancio. Scese  troppo in basso per individuare la zona prescelta….toccò l’ala contro il Freidour. un bagliore…… l'esplosione, la morte, il silenzio.

Si diede sepoltura al Colle Spina agli otto caduti inglesi. La Resistenza recuperò

quello che era ancora utilizzabile. Dopo la guerra quell'aereo fu smontato e venduto da valligiani che avevano fame. Sul posto rimangono alcune lamiere contorte ed arrugginite che il vento spinge  sempre di più verso il fondo valle. Nella nostra memoria è rimasto il ricordo di quei fatti, con molti interrogati vi su quell'aereo, sulla sua provenienza, su quegli otto aviatori.

A distanza di tanti anni, la cortesia e l’efficienza dell'esercito inglese ci hanno consentito di rispondere compiutamente a questi interrogativi.

Abbiamo deciso così di materializzare, tramite lo scultore Michele Privileggi,  questo monumento, in cima alla  montagna più alta della nostra zona, il ricordo di un gesto di solidarietà militare ed umana compiuto dalle forze alleate nei confronti della Resistenza locale. Nello stesso ricordo, abbiamo voluto idealmente abbracciare i partigiani e tutte le vittime della guerra delle valli che si dipartono dal Freidour. Nel segno e nello spirito  della nuova Europa unita e determinata nella sua volontà di pace e di difesa dei valori umani e civili di libertà, di democrazia, di tolleranza, che sono alla base dei trattati costitutivi.

 

                                                     Giustino Bello

                                                 Sindaco di Cantalupa

 

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Intervista  allo scultore  Michele Privileggi

 

E’ istrionico, fuori dagli schemi, estroverso, non risparmia bacchettate a destra e sinistra, maggioranza ed opposizione.

La definizione di artista gli si addice alla perfezione, insomma. Ma Michele Privileggi ha un’altra caratteristica che lo accompagna dalla nascita.

E’ nato, infatti, a Parenzo nella bella penisola istriana e come molti altri italiani si è trovato a fuggire, esule, abbandonando casa, averi e ricordi dopo l’occupazione jugoslava di Istria e Dalmazia.

Da allora non ha mai smesso di lottare affinché il ricordo di questi esuli e dei tantissimi italiani che trovarono la morte nelle foibe carsiche non venisse disperso.

Pochi mesi fa a riaprire la discussione su questo argomento è stata l’uscita del libro “Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria” dell’assessore provinciale alla cultura, prof. Gianni Oliva.

Questo libro ha avuto il merito di spostare il centro dell’attenzione dalla polemica politica, che per anni ha segnato questo argomento, a quello della tragedia umana di tantissime persone che nella maggior parte dei casi aveva come unica colpa quella di essere italiani.

Un segnale importante che ha avuto come risultato concreto il finanziamento, da parte della Provincia e del Comune di Torino, di un monumento fortemente voluto dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia comitato di Torino e che verrà situato nel cimitero monumentale di Torino.

A realizzare quest’opera sarà proprio Michele Privileggi.

 

Come è nata l’idea di questo monumento?

 

L’idea è nata da tutti i 350 mila esuli istriani e dalmati sparsi per il mondo. Io ho cercato un modo ideale per collegarli tra di loro, racchiudendo all’interno di due anelli che rappresentano la Terra, ma anche due fedi, la sagoma dell’Istria e della Dalmazia, con le ali dei gabbiani a simboleggiare il viaggio che queste persone hanno intrapreso.

La scultura bronzea verrà posata su una pietra proveniente da una cava istriana, offertaci dal Comune di Pola ed in particolare dal suo vice-sindaco italiano, Tulio Persi, persona estremamente sensibile a questi problemi.

 

Da quanto tempo coltivava questo sogno-speranza?

 

Praticamente dall’età dell’adolescenza, grazie ai racconti di mio padre sulle tragedie e le sofferenze subite da tutti i nostri connazionali.

Guardandomi in giro per il nostro paese ho visto monumenti in ricordo di tutti coloro che hanno sofferto, combattuto e perso la vita per l’Italia. Dal Risorgimento ai Partigiani, dalle vittime delle stragi di Bologna e Milano ai combattenti della RSI, ognuno in qualche maniera è stato ricordato, mentre il silenzio ha sempre circondato questi italiani. Giusto per fare un esempio basta guardare a cosa succede quando solo una via o una piazza viene intitolata a queste persone.

 

Guardando le sue opere è facile ravvisarvi un tema che si ripete spesso, quello delle ali, da quelle dei gabbiani a quelle del monumento ai bersaglieri di Leinì.

 

E’ vero, il gabbiano è un animale simbolo della libertà. Ecco perché io lo ho usato come metafora nelle mie sculture, ad esempio quella in acciaio dedicata agli avieri inglesi del 31^ squadrone South Africa Air Force caduti sul monte Freidour, nei pressi di Pinerolo, mentre portavano rifornimenti ai partigiani.

 

Dalla scultura alla tela, com’è il Privileggi pittore?

 

Privileggi pittore nasce all’età di 16 anni, età in cui copiavo fino alla nausea le opere di Van Gogh, autore per il quale conservo ancora intatta la mia ammirazione.

Il percorso formativo, come per tutti gli “artisti”, è dovuto passare obbligatoriamente attraverso fasi di ricerca e sperimentazione.

Grazie, poi, ai consigli dei maestri De Bonis e Ponte Corvo, ho scoperto la scultura nel ’74, scultura che devo dire da quel momento è diventata una malattia “congenita”. Da allora pittura e scultura viaggiano di pari passo, al servizio della fantasia, come mezzi necessari per spezzare i confini della realtà liberando emozioni nell’immaginario delle persone.

 

L’arte è anche mettersi a disposizione degli altri e renderli partecipi delle proprie conoscenze. Per questo motivo Michele Privileggi ha fatto volontariato con l’Università delle Tre Età insegnando manipolazione della creta e la tecnica dell’acquaforte.

Come è stata questa esperienza?

 

Posso dire certamente che è stata un’esperienza positiva. Vedere l’entusiasmo e la voglia di imparare che queste persone dimostravano nei confronti dell’arte è stato gratificante.

Questa è stata una delle tante occasioni di volontariato che ho fatto per il nostro comune. Dai pannelli con materiali riciclati della scuola elementare, per sensibilizzare i nostri ragazzi sul tema dei materiali in disuso, al collage della Via Crucis donato alla parrocchia, fino a tutta una serie di disegni legati alla mia attività con la Pro Loco.

 

A proposito di disegni, pochi conoscono un’attività divertente dell’artista Privileggi. Ce la dice?

 

Si, mi piace dilettarmi con le vignette. Le prime sono nate un po’ per scherzo, facendo la satira di alcuni amici delle giunte precedenti pubblicate dai giornali locali. Oggi mi diverto a punzecchiare personaggi politici, amici ma rimane sempre un divertimento. E, certo, anche un modo rapido e diretto per sensibilizzare chi di dovere su alcuni temi che mi stanno a cuore.

Per fare un esempio uno dei miei bersagli preferiti in questo periodo è il sindaco croato della mia città natale, Parenzo. Quest’uomo ha usurpato con i fatti il soprannome ad un ex presidente della Repubblica," picconando" nel senso letterale del termine, una lapide deposta nel cimitero di Parenzo che, come unica colpa ricordava gli italiani infoibati della città.

Mi auguro che questo non debba avvenire mai in Italia, nei confronti di nessuno, meno che mai di tutte queste persone che sono finite non solo in una foiba ma nel dimenticatoio del nostro paese.

Spero che il mio monumento ci permetta di guardare avanti al futuro senza cancellare il passato.

 

Questo è anche il nostro augurio, che il nostro artista possa continuare nella sua opera di sensibilizzazione con lo stesso entusiasmo che ci ha trasmesso in questa intervista. Buon lavoro Michele!

 

                                                                  Beppe De Vincenti

                    

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il Comune di Leinì ai Bersaglieri

 

Privileggi ha narrato i fatti, ha manifestato le sue emozioni, ha descritto la gente, ha in un certo senso definito l'habitat dove la sua opera andrà a vivere. Così è  venuta a  definirsi  l'idea  guida  della  rievocazione, la  voglia  di  creare   qualcosa di immediatamente comprensibile un messaggio limpido, sterilizzato da inutili circonvoluzioni cerebrali, e ancora una volta il pensiero dell’artista, con qualche pezzo di acciaio riciclato, è riemerso in tutta la sua insostituibile forza espressiva...poche piume che racchiudono un vecchio cappello,una vecchia bicicletta, qualche  gabbiano libero nel cielo, e l’acqua...sorgente di vita che crea il movimento e l’illusione di riportare a casa chi non è più ritornato...

 

opera in acciaio di  Michele Privileggi  1997

 

Commento di Guido De Bonis 

   "Metafore brulante"

   Mostra personale al Museo di Tulle Francia

      

 Les chemins des Artistes se différencient les  uns des autres. Ils serpentent entre des réalisations concrètes en bois et des rêves colores sur toiles. Ils s'etendent travers des territoires enchantés .Ils jettent des ponts sur les ravins les plus profonds d'où l'on peut regarder jusqu'au coeur de Chire du monde.

Essayons maintenant de nous engager sur le  chemin que nous propose Michele Privileggi. Avançons dans la direction qu'il a ouverte de ses fortes mains de sculpteur slave: des mains qui travaillent le bois et polissent le metal dans la douce nostalgie du style Liberty mais qui tremblent, cependant, du cri deformant de l'angoisse qu'elles ressen tent.

 Le parcours de sa vie connait des annees difficiles dures, ressenties.Ses sculptures et ses dessins trouvent lentement une compacite nomade de l'esprit  une probante solidité  symbole: scea u de refus  la violence, des prevarications de l'hypocrisie ce qui ne veut  pas dire absence d'emotion, de force d'inspiration, de juste rapport entre l'homme et la matiére. Au contraire c'est le geste expressif et poetique d'une compression active, d'un  sentiment d'identification humaine qui mème dans la morphologie tourmentée des volumes et des signes, méme dans l'imagination cruelle et paisible, laisse filtrer le grondement sourd de la douleur, le vif frisson de l'indignation.

Les chemins des artistes vrais sont des  chemins de témoignage.

 Privileggi erre parmi des animaux torturés,  parmi des personnages hagards qul se tordent de douleur et tout son univers est éclairé d'une lumière à la fois froide et chaleureuse qui penetrere, qui fouille, evoquant la moindre ride de désespoir, d'alienation, d'ennui, de rare bonheur ou d'innocence.  Surtout en ce qui concerne les animaux, ces animaux qu'il voit avec d'autres yeux Ils sont d'impitoyables simulacres qui peuvent se parer, non sans une certaine ironie, de pensée ou de mémoire; non Mns le coup de grfffe du ressentiment dans la metaphore subtile et brùlante.

Dans la plénitude  formelle de ces figures  plastiques,et dans la claire évidencedes feuilles débardantes d'ironie,prend forme une synthèse poétique et artisanale singulièrement expressive. Syntèse inquiète, pensive, anxieuse entre le règne de la nature et l'enchevéntrement  forcené de l'imagination enveloppée de la chaude émotion qui traduit la forme en matière poétique.

Des animaux - journal, des animaux- miroir. Des animaux-message étoufé, pleins d'énergies morales  tels sont les animaux de Privileggi.

A travers leurs regards muets leur identité débordant de recherches douloureuses ils mettent un accent sincére sur ce jeune artiste muquel nous souhaitons une route longue méme si elle  n'est pas facile.

                                                                                  Guido de Bonis 1980

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A mio Padre ( commento di Maximilian)

 

Michele Privileggi...

 vorrei presentarlo così , semplicemente com’è …eclettico, ironico, a volte travolgente, con performance a volte un pochino impertinente  che attirano la simpatia del pubblico  dimostrando che l’arte, la musica e la satira condotta con acume e intelligenza possono scardinare “porte” apparentemente insormontabili. Da oltre quarant’ anni al “servizio” dell’arte, dopo la maturità ha scelto questo mestiere meraviglioso e maledetto...che a volte ripaga con amarezze e delusioni...nonostante ciò, è ancora qui  a confrontarsi con tutti per cercare di portare delle sensazioni così sottili e contemporaneamente grandi come solamente l’arte può racchiudere in quel piccolo spazio….una tela…una scultura…una poesia…una canzone…E’ quasi autodidatta, per questo fresco e non “contaminato” dalla tradizione scolastica, che come i bambini ha sempre detestato…anche se poi è stato condotto  e consigliato dai vecchi maestri dell’arte surreale, che hanno segnato un felice periodo Torinese. Siamo ormai lontani da quei tempi, ma “questa belva” produce ancora arte a dismisura, per questo ogni tanto è obbligato ad accettare ... ma anche rifiutare inviti…

Nel corso della sua vita artistica, papà ha preso le distanze dal  mezzo  tradizionale come strumento di  rappresentazione, privilegiando  le sensazioni  nascenti  dai pensieri e dai sogni.  Sono gli argomenti intriganti ad interessarlo: domande sulla natura umana e i suoi misteri, le emozioni, l'amore, i desideri, la musica, l'immaginazione. Privileggi nelle sequenze dei suoi collages chiede alla sua creatività, di mostrare il non visto, infrangendo l'unità della singola immagine… Questa idea ossessiva, nasce dalla considerazione che la  parola chiave è la “fantasia” non la pittura e non la scultura, che seguono un' altra logica, dalle sue opere invece  che spezzano  i confini della  realtà, emerge lo spazio  emotivo  dell’'immaginario....

 Privileggi Maximilian

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Commento di Antonio Zappia

 

Michele Privileggi il più creativo tra i metafisici dell’arte multiforme. Artista dalle linee immediate e impresse con forza espressiva sulla tela come uno spazio vibrato dalla luce che sdoppia le figure umane con l’approdo in un respiro finale nella musica. La musica che, come la luce, proviene dall’alto dello spazio e a quel punto lo strumento musicale diviene, attraverso l’abile mano dell’artista, il completamento della forma umana austera e dominante. Le sue opere ispirate dalla musica attraverso la raffigurazione di strumenti musicali lignei frantumati sotto l’incessare della mano scultorea di questo artista, avviato negli anni 70 alla scultura dal maestro Raffaele Ponte Corvo, fa emergere, spoglia del superfluo, l’immagine che ridona il suono della musica come arte eccelsa dal linguaggio universale.  Una musica che attraverso i fili pure riprodotti in altre sue opere esposte, giungono dall’infinito assoluto che porta serenità, contemplazione e vita. Quella vita, rappresentata in tutte le sue opere, e nella sua “fragilità” oggettiva che si lacera e si ricompone di continuo. Questo è il messaggio psicologico che si estrae dalla personalità ricca, controversa e travolgente di questo artista che nella sua continua ricerca inquieta la propria anima e racchiude in sé l’universo della creatività.

Una mostra quindi per la filosofia, la storia e per le anticipazioni che l’arte sublime sa trattare, richiamare, anticipare e catturare quel numeroso pubblico intervenuto all’inaugurazione.

 

Antonio Zappia 2007

  

Un elastico che scatena desiderio….il reggicalze…..

 

Tutti conoscono il mito dell’androgino, narrato da Platone nel Simposio: nei tempi primordiali esistevano creature in cui entrambi i sessi erano riuniti, ed erano così arroganti da sfidare gli dei; Zeus li divise in due e da allora queste creature vanno alla ricerca della metà mancante, verso la quale provano un’ infinito desiderio. Così uomini e donne si desiderano reciprocamente. Il desiderio nasce dall’incompletezza. Tut­tavia il mito platonico spiega l’attrazione tra i sessi in generale, e non sul piano individuale e non ci illumina a sufficienza sulla variabilità degli oggetti e delle fonti di desiderio. E nulla ci dice sul bisogno di ornarsi, nel ruolo dell’abbigliamento rispetto alla sessualità, che rende il corpo nudo con l'occhio del desiderio…più nudo che se fosse veramente nudo.

Certi oggetti funzionano in modo simbolico,  tra essi il reggicalze­ che sicuramente stimola il desiderio… con la sua straordinaria architettura sospesa nel vuoto. Infatti, non è tanto la donna che indossa il reggicalze ma il reggicalze che indossa la donna. C’è un vuoto che attira verso di se il corpo femminile: il ventre e le cosce vanno a riempire il vuoto che il reggicalze ha instaurato, che ha circoscritto, che ha disegnato è ancora più incompleto, e il desiderio dell'uomo è ancora più nostalgico Immobile salda la cintura stringe la donna alla vita - felice omonimia! - mentre gli elastici scendono verso il basso, per un attimo siamo tentati di paragonarli ai rettili di Medusa e anche se non sono teste di serpente ma innocui gancetti a ad­dentare la trasparenza da cui sono avvolte le gambe; l’ombra di Thanatos si ritira, ma forse la sua breve apparizione non è priva di pertinenza. “La teoria delle pulsioni affermava Freud, è la nostra mitologia”. E la mitologia delle pulsioni af­ferma che il desiderio nasce dall’intreccio di Amore e Morte. Siamo in grado di comprendere ora perché la nudità non sia l’obiettivo finale neanche per il desiderio di vedere. Si vede molto di più quando la donna è ornata quando è sedotta dal nostro rivale il Vuoto.  Ciascuno di noi, indipendentemente dal suo sesso, percepisce il proprio corpo come incompleto e ciascuno di noi cerca la pienezza che gli manca. Ma, più profondamente, ciascuno di noi aspira ad essere la pienezza che manca all’altro, il culmine del suo vuoto.

 

 

 

Sfide all’ultimo decoltè…..” il reggiseno  “ commenti di un amico venditore…

 Merito di tutta una simbologia basata sul reggiseno e sulla sua immensa capacità di catalizzare l’attenzione, la faida fra reggiseni si preannuncia lunga, intricata e piena di retroscena. Una saga dove non è detto che, alla fine, le curve abbiano la meglio. Da una parte combatte il plotone dei reggipetti che magicamente fan­no lievitare, anche di tre taglie, a suon di morbide protesi, i busti più piallati. Dall’al­tra, premono eserciti di modelli constriptor, o che comunque si limitano a seguire le linee naturali del seno senza correggerle minimamente. Questi hanno il grande pregio di essere comodi e confortevoli non dimen­ticando il coté vezzoso. Sono capi leggerissimi, privi di strutture «magiche», spesso trasparenti, tanto che qualcuno li ha già sopprannominati reggiseni fantasma.

Superate le battaglie epocali e ottenuta -almeno sulla carta - l’eguaglianza dei diritti ecco che riparte il gioco delle differenze. «E la lingerie più di tutti favorisce questa esigenza socio-estetica. Anche perché nel frattempo si sono creati piccoli gioielli della tecnica che sfidano la legge di gravità con complicate impalcature formate da 46 pezzi, assemblati con tecniche prese a prestito dall’ingegneria aereonautica, contro i 28 di un modello normale. Ma non basta, all’interno nascondono due cuscinetti metti e togli per calibrare la circonferenza desiderata. Inutile dire che i successi di vendita di questi modelli sono stati strepitosi, superando del 75 per cento le previsioni.

Non èdifficile crederlo, basta uno sguardo agli ultimi sondaggi di mercato per scoprire che la maggior parte delle donne considera questo indumento un antidoto contro la depressione, e sembra addirittura che siano le divorziate a com­perarne di più. «Per non parlare degli uomini. In testa alla hit parade dei regali che fidanzati e mariti offrono alle loro compagne figura proprio il reggiseno, corredato da slip e reggicalze», assicura Finzi.

Aveva ragione la vezzosa Zsa Zsa Gabor quando diceva: «L’unica profondità che gli uomini apprezzano sempre in una donna è quella della scollatura» e ancora, «una donna senza reggiseno è come un dono senza pacchetto»

             

               

INCONTRI CON IL PUBBLICO - 1978 - 2019

 

1978 - Castello di S.te Fortunade (Tulle- Francia) – Chitarra e canzoni popolari  nelle osterie di Torino porta palazzo --  1980 - Musee de Cloitre (Tulle -Francia)  -- 1981-  Saletta d'arte (Ceva) - Castello di S. Giorio (Susa - TO) . --1983 -Palazzo Vittone ( Pinerolo) -1' Premio per la scultura (Pietra Ligure). -- 1984  -  Auditorium (Pietra Ligure -SV )  1°Premio per la scultura . -- 1985 - Auditorium (Pietra Ligure - SV) l°Premio per la scultura - Ivrea (TO) collettiva. -- 1986  - telefilm  "Viaggio di nozze " regia di Raffaele Meloni  -  Chiostri S.ta Caterina (Finale Ligure) - estate Cantalupa (T0)- Galleria Eleutheros (Albissola) - Altare Ligneo Chiesa S.Martino (Cantalupa-TO) –1987  - Santhia' (VC) - Chiostri S,ta Caterina (Finale Ligure-SV) -Cantalupa (TO)- Ivrea (T0) - Sestri Levante (GE) –Scuola Istituto Giornalismo (TO) -- 1988- Estate Cantalupa (T0)- Galleria Eleutheros (Albissola) “ali come vele” - Chiostri S.ta Caterina (Finale Ligure)- Circolo Ufficiali Torino - Ivrea (TO) - Chiavari (GE) - Art Expo 88 (New York)  disegni “eros” -- 1989 - Il Teatrino (Portofino) “ali come vele”-  Galleria Il Tritone (Camogli-GE) - Ivrea (TO) Avigliana (TO)P.zza Conte Rosso - Cantalupa (TO) - Architettura 89 Promotrice Belle Arti (TO) - Galleria  Studio Laboratorio TO) “incontri”- Ippodromo Vinovo (TO)- Salita S.ta Caterina (GE)  --1990 - Galleria Il Fondaco (GE) “ali come vele”- Chieri Medioevale (TO) - Avigliana (TO) -Columbus Club (GE) - Green Park (Rivoli-TO) “ali come vele”- lntemazionale (Collegno-TO) - Promotrice Belle Arti (TO) - Chiostri S.ta Caterina (Finale Ligure) - Business Country Club Villa Appia Marino (Roma) “ali come vele  --  1991 - Cantalupa (TO) – Galleria Eleutheros (Albissola) -Business Country Club Villa Appia Marino (Roma)- Cumiana (TO) - Promotrice Belle Arti Promotrice Belle Arti (T0) -- 1992  Promotrice Belle Arti Torino- Cantalupa (TO) - Ivrea (T0) - Al Portale "Eros 92" (TO) - Leini' (TO) Galleria BlùManù- Galleria Civica Villastellone (TO)- Palace de commerce et industrie (Brive Francia) - Galleria Ipogea (T0) .  -- 1993 - Galleria Assoc. Culturale Dragut (Rapallo-GE) - Chiostri di Chieri (T0) - Galleria  BlùManù Leini' (TO) - Installazione  Monumento alla Fisarmonica Museo 'VERDE' Leini' (TO) -- 1994  - Spazio ricreativo Pietro ARNOLDI ( MI) - Arte Scultura Spettacolo Rapallo - Galleria  BlùManù Lcini' (TO) – Installazione Monumento ai Caduti (acciaio mt. 5) M Freidour Cantalupa- (TO)- Rassegna “eros” disegni e sculture-“Seven”Leinì (TO). --1995 :  Villa Comunale CANTALUPA- (TO)  disegni resistenza “43” - Spazio ricreativo "Pietro ARNOLDI"  (MI ) - Comune di Andorno Micca (BI) “omaggio alla musica“ -- 1996 : Galleria BlùManù Leini' (TO) – Installazione Monumento ALPINI Leini' (TO) (acciaio corten)  - Galleria BLU' MANU' Leini' (TO). -- 1997: Scultura e Design Show Room Milano - Galleria BlùManù Leinì (TO) --1998: Genova forte Sperone fusioni e collage – Installazione monumento Bersaglieri acciaio m. 6 Leinì (TO) -- 1999 : Installazione pala altare e altare Cappella residenza anziani Cantalupa (TO) - Genova collettiva -  Personale Galleria Blù Manù Leinì (TO),  Concorso Santa Maria in Grugliasco (TO) premio speciale giuria- Inaugurazione monumento Alpini (in granito)  Cantalupa (TO) - Studio Leinì  "Scultarredo" -- 2000 : Concorso vetrata Cappella casa R.S.A a Torino – Concorso monumento fontana a Mondovì -  Sculture nel parco Comune di Cuceglio  (TO) -" A.per.To "Apertura Ateliers  Torino  -- 2001:  Lanzo monumento con materiali riciclati "TE.MA" – Concorso teatro fonderie Limone a Moncalieri  - A.per.To. studi aperti Torino -- 2002 Villa Chiosso Leinì ( To ) – Simposio arte “Suvero le Botteghe degli artisti” ( SP ) - Circolo Istriani Dalmati Torino -- 2003 : A.per.To studi aperti Torino – monumento in bronzo dedicato agli  Istriani, al Cimitero Monumentale di Torino – Concorso monumento Sacra di San Michele a (Torino) - Monumento bronzo , per la ” Casa della Musica” a Leinì (Torino) – Installazione sculture legno e collages museo della Fisarmonica “G. e G. Verde “Lein^- Installazione opere multimateriche al teatro Polifunzionale di Cantalupa (Torino) – Caselle (To) mostra città d’arte – Concorso monumento per il Grande Toro a Torino -- 2004 : Monumento  fontana in bronzo, dedicato ai caduti per la libertà a Candiolo - Mostra personale “ in blù” al Tiffany di  Borgaro Torinese – Mostra scultura, “alla resistenza” a Pont Canadese – Mostra scultura , resistenza a Cuorgnè -  Mostra spazi espositivi polifunzionali di Mappano To – Basso rilievo in bronzo dedicato al Generale Violante a Leinì – Mostra commemorativa I° Maggio Spazi espositivi Villa Chiosso Leinì - Concorso monumento cimitero Venaria Reale (To) – Concorso opera d’arte scuola Trento - Milano esposizione XYLEXPO - Lingotto  Domus Legno   – Verona esposizione Legno e Edilizia -- 2005 - Hannover Fiera – Monumento acciaio inox per Ass.Aeronautica  Pinerolo - Lingotto Domus Legno – Simposio internazionale di scultura “Carloforte” Cagliari -  Arte Industria spazio espositivo ex cartiera Balangero - Caselle Torinese città d’arte --  2006 Simposio di scultura internazionale a Carloforte (Cagliari) - SERMIG Torino, Mappano, Milano Università Bicocca itinerante ” La pace nel segno dell’arte” – esposizione collage Verona fiere - personale al New Appy Day circolo naturalista Caselle Torinese - Arte lingua universale di pace, Centro Culturale Italo Arabo Dar Al Hikma di Torino - collettiva scultura 30x30 Brescia Villa Glisenti – Frammenti musicali Rimini fiera DomusLegno -- 2007 collettiva scultura 10x10 Centro Arte LuPier Brescia – Arte Industria spazio espositivo ex cartiera Balangero - “Frammenti d’Arte” Sala d’arte Curcio Borgaro Torinese - Cuorgnè museo ex manifattura “Arte e  riciclo” -  Simposio Siviera Europeanartist a Verbania settima edizione 2007 – “Frammenti musicali” Villa Bernocchi Premeno (Verbania) –  Simposio internazionale Arte Contemporanea 2° edizione Villa Glisenti (BS) ArteLupier – Simposio internazionale “Arte Aperta” Carloforte (Cagliari) – “Artisti per un messaggio di Pace”  S.Mauro Torinese – “Autoinarte” Rivarolo Canavese (TO) ex stabilimento Vallesusa - Villa Chiosso Leinì Torino “frammenti”-- 2008 Gardone Valtrompia Brescia frammenti musicali - Monumento a Guido Rossa, acciaio cm.150x250, Collegno Torino– TheArtBox Cortile del Maglio Torino  - Monumento alle vittime del terrorismo, acciao cm.150x200, Collegno Torino – Cortometraggio “Orfeo” teatro strada regia Tom Corradini -  Monumento Installazione, acciaio cor-ten, in ricordo dei Lavandai, Caselle Torino – Galleria Curcio, Borgaro Torinese, rassegna arte contemporanea – OnArt, frammenti musicali,  Arte in vetrina Villa Chiosso Leinì Torino – Monumento acciaio e bronzo dedicato a Papa Giovanni XXIII c/o Fondazione Pro Senectute ONLUS Cantalupa To. – Personale scultura Villa Chiosso­ Leinì To. – 2009  Monumento acciaio corten “eccentricità” Piazza Agorà Borgaro Torinese. – Monumento in acciaio trattato dedicato ai martiri delle foibe Leinì (To) -– Monumento fontana, “dal mito all’eros” acciaio cor-ten e fusione bronzo cera persa Leini To.- Simposio scultura Ungheria – Simposio scultura Carloforte (Cagliari) – Simposio arte internazionale Cumiana To - Personale permanente “frammenti musicali” museo della fisarmonica Leini To – arte contemporanea galleria Curcio Borgaro – 2010 Agorà: incontro dei popoli galleria “Artelupier” Gardone Valtrompia Bs – Simposio d’arte Balloszog (Kecskemet) Ungheria – Simposio di arte contemporanea Cumiana To. Il trascendentale nell’arte- incontri artistici a Caselle To. – 2011 Torino Art Club Settimo To. – Arte Musica Poesia Borgo vecchio Campidoglio comitato di riqualificazione urbana Torino – 150° c/o sala convegni Regione Piemonte  Torino -  “La Giardiniera” Casa dell’arte e dell’Architettura, Settimo Torinese – Incontri con l’arte Mathi To - Torino 150° c/o sede URP Regione Piemonte Torino – Biennale Sala Nervi di Torino Esposizioni la 54esima edizione della “Biennale di Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi Padiglione Italia“, - 2012, Spazio Arte 4/D60 XyleXpo Milano - Volpiano monumento in acciaio cor-ten “Futuribile” - Caselle Torinese “Ipazia” – Torino Arte Città Amica CEDAS a cura di G.G. Massara e A. Mistrangelo – Rassegna portale arte contemporanea Art Club Settimo Torinese Multisala Petrarca – Ungheria Balloszog simposio internazionale di arte - Torino Arte Città Amica a cura di G.G. Massara e A. Mistrangelo – Torino Biblioteca Nazionale “Biblio Tek” 2° premio a cura di G.G. Massara e A. Mistrangelo  -  Gardone Val Trompia arte contemporanea – Piemonte Artistico ”Eleven” minipersonale Torino a cura di G.G. Massara e A. Mistrangelo   - Santo Stefano Belbo AT Cesare Pavese a cura di G.G. Massara e A. Mistrangelo - 2013, Frammenti musicali Albergo Tre Denti Cantalupa To - Ecomuseo Settimo Torinese "Ipazia" -  Hotel Atlantic Borgaro Torinese Frammenti - S. Ignazio di Layola arte contemporanea - Bene Vagienna memorie dal passato al presente, a cura di G.G. Massara e A. Mistrangelo -  Torino Arte Città Amica CEDAS   - 2014- 50 anni di arte Circolo Culturale ANVGD Via Parenzo Torino - Galleria Artelupier Valgardone BS - Xylexpo artisti  Milano - Cantalupa (Torino) Parco Giochi L'Albero delle farfalle acciaio corten e inox - Mostra palazzo Birago Torino Camera di commercio - Tortona Monumento ai Martiri delle Foibe e Profughi ex Colonie, acciaio corten e pietra - Mostra palazzo Birago Torino Camera di commercio - Cantalupa To  personale permanente Albergo Tre Denti - 2015 - Cantalupa To  mostra permanente Albergo Tre Denti Torino -  Arte Città Amica CEDAS  - Leini Villa Chiosso -   Mausoleo della bella Rosina Torino -  "LuceTempo" sala Convegni della Regione Piemonte To - "Frammenti"  personale Villa Comunale Cantalupa To - Motor Village Mirafiori Tprino - Concorso Cesare Pavese Santo Stefano Belbo  2016 - mostra permanente c/o Albergo Tre Denti Cantalupa - Leini, mostra "senza titolo"   - Simposio di scultura e pittura in Ungheria a Kecskemet –2017- Leini spazio multimediale - Mostra nelle Torre delle Arti a Bellagio Como – 2018 – monumento ai martiri delle foib a Venaria Reale - mostra permanente collage plurimaterici c/o Albergo Tre Denti Cantalupa – 2019 - collage plurimaterici e ritratti di Fred Buscaglione c/o albergo Tre Denti Cantalupa –Leini collage plurimaterici dedicati alla musica