Erano rimaste soltanto alcune lamiere contorte…

 

In quell’ottobre avevo iniziato la prima elementare, l'atmosfera era pesante:

la guerra si trascinava ormai da quattro anni e, con la costituzione della Repubblica di Salò investiva direttamente le nostre valli. Contro la fame ed il freddo nei nostri paesi ci si difendeva, contro i rastrellamenti e le violenze, era molto più difficile. Molti giovani militari delle nostre valli  erano  prigionieri in Germania, tanti erano renitenti all leva della Repubblica di Salò e vivevano braccati, alcuni avevano fatto la scelta della Resistenza.

I rastrellamenti erano continui, le stragi di Cumiana e della Valsangone della primavera 1944 avevano dimostrato tutta la ferocia dei nostri nemici. La Resistenza era provata, mancava di mezzi ed anche di uomini. Gli alleati tentarono di venirle in aiuto in quella notte del 13 ottobre 1944… Il tempo era  pessimo. nubi nere e basse avvolgevano le nostre montagne, diluviava. Il grande aereo alleato si presentò in zona verso le 20,30 per effettuare l'atteso lancio. Scese  troppo in basso per individuare la zona prescelta….toccò l’ala contro il Freidour. un bagliore…… l'esplosione, la morte, il silenzio.

Si diede sepoltura al Colle Spina agli otto caduti inglesi. La Resistenza recuperò

quello che era ancora utilizzabile. Dopo la guerra quell'aereo fu smontato e venduto da valligiani che avevano fame. Sul posto rimangono alcune lamiere contorte ed arrugginite che il vento spinge  sempre di più verso il fondo valle. Nella nostra memoria è rimasto il ricordo di quei fatti, con molti interrogati vi su quell'aereo, sulla sua provenienza, su quegli otto aviatori.

A distanza di tanti anni, la cortesia e l’efficienza dell'esercito inglese ci hanno consentito di rispondere compiutamente a questi interrogativi.

Abbiamo deciso così di materializzare, tramite lo scultore Michele Privileggi,  questo monumento, in cima alla  montagna più alta della nostra zona, il ricordo di un gesto di solidarietà militare ed umana compiuto dalle forze alleate nei confronti della Resistenza locale. Nello stesso ricordo, abbiamo voluto idealmente abbracciare i partigiani e tutte le vittime della guerra delle valli che si dipartono dal Freidour. Nel segno e nello spirito  della nuova Europa unita e determinata nella sua volontà di pace e di difesa dei valori umani e civili di libertà, di democrazia, di tolleranza, che sono alla base dei trattati costitutivi.

 

                                                     Giustino Bello

                                                 Sindaco di Cantalupa