Michele Privileggi ,

il più creativo tra i maestri dell’arte multiforme. Artista dalle linee immediate e impresse con forza espressiva sulla tela come uno spazio vibrato dalla luce che sdoppia le figure umane con l’approdo in un respiro finale nella musica. La musica che, come la luce, proviene dall’alto dello spazio e a quel punto lo strumento musicale diviene, attraverso l’abile mano dell’artista, il completamento della forma umana austera e dominante. Le sue opere ispirate dalla musica attraverso la raffigurazione di strumenti musicali lignei frantumati sotto l’incessare della mano scultorea di questo artista, avviato negli anni 70 alla scultura dal maestro Raffaele Ponte Corvo, fa emergere, spoglia del superfluo, l’immagine che ridona il suono della musica come arte eccelsa dal linguaggio universale.  Una musica che attraverso i fili pure riprodotti in altre sue opere esposte, giungono dall’infinito assoluto che porta serenità, contemplazione e vita. Quella vita, rappresentata in tutte le sue opere, e nella sua “fragilità” oggettiva che si lacera e si ricompone di continuo. Questo è il messaggio psicologico che si estrae dalla personalità ricca, controversa e travolgente di questo artista che nella sua continua ricerca inquieta la propria anima e racchiude in sé l’universo della creatività.

Una mostra quindi per la filosofia, la storia e per le anticipazioni che l’arte sublime sa trattare, richiamare, anticipare e catturare quel numeroso pubblico intervenuto all’inaugurazione.

 

Antonio Zappia 2007